30 Novembre 2025 I DOMENICA DI AVVENTO, Anno A, + Sant’ Andrea, Apostolo, Bethsaida di Galilea – Patrasso, Grecia, ca. 60
Vangelo secondo Matteo 24,37-44
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Come furono i giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti: così sarà anche la venuta del Figlio dell’uomo. Allora due uomini saranno nel campo: uno verrà portato via e l’altro lasciato. Due donne macineranno alla mola: una verrà portata via e l’altra lasciata.
Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».
UN’ATTESA FIDUCIOSA
Da quale parte rivolgere la nostra attesa? Da quale parte ci viene incontro la speranza del vivere? Ci disperdiamo in mille attese e mille desideri. Concentriamo lo sguardo e la vibrazione del cuore verso Colui che vuole incontrarci e stare con noi, il Salvatore della vita. Domandiamoci il perché dei nostri desideri, delle nostre nostalgie, delle nostre domande. Come S.Agostino, troviamo la verità che è Cristo, riconosciuto come Dio. L’Avvento rinnova la fiducia e lo sguardo: “Alzatevi e levate il capo, perché la vostra liberazione è vicina”.
Dove nasce speranza – QUEL CHE ACCADE… …QUANDO IL CRISTIANESIMO INCONTRA LA VITA
La vita fa incrociare coincidenze che provocano una ferita al cuore. Càpita di leggere la lettera lasciata dalla giovane donna che aveva chiesto l’accesso al suicidio assistito come prevede la legge del Belgio. Siska, stremata dalla depressione fin dall’adolescenza, scrive: “…Procedure, liste d’attesa, rimborsi… Sono stata rinchiusa in celle di isolamento, mi hanno sedata, mi hanno legata su barelle, ho visto gli infermieri alzare gli occhi al cielo, come per dire ’eccola di nuovo qui’…” La donna si sente sola e abbandonata, nonostante le cure; non trova nessuno che la tratti volendole bene come persona; sembra quasi che la sua richiesta di morire abbia voluto essere un tentativo di protestare contro un apparato medico e sociale incapace di guardarla negli occhi.

Negli stessi giorni mi accade di partecipare al funerale di un’altra donna, madre di quattro figli dai dodici ai ventiquattro anni. Piena di desiderio di vivere, di capire, guarire, stare con marito e figli, gustare insieme la vita, Roberta ha avuto la compagnia di tante persone che l’hanno amata e l’hanno accompagnata a riconoscere Colui che risponde al suo grido umano. Al Dio che si è fatto uno di noi, a questo Amore più grande Roberta si abbandona con fiducia fino all’estremo abbraccio dell’eternità. Il figlio più piccolo, qualche giorno prima aveva detto: “Io sono felice se so che la mamma è felice”. Ora sa che la mamma è felice in Paradiso.
Che cos’è dunque questo cristianesimo che cambia il senso della vita e della morte, del dolore e della disperazione? Che cos’è questa fede che permette di portare senza disperazione il peso della sofferenza, di suscitare amicizie, intese, collaborazioni tra persone che, vivendo in condizioni estreme, entrano in contatto e pregano, si raccontano, si provocano, si affidano?
Se nelle circostanze drammatiche lo si vede in modo clamoroso, è anche nelle vicende del normale vivere quotidiano che il cristianesimo rivela la sua novità e bellezza e produce frutti preziosi. Come nel caso della donna che si reca in ospedale per abortire; un’infermiera sta con lei tutta la notte e alla fine la saluta: “Pregherò per te…”. La donna ci ripensa e il bimbo che nasce è un dono che illumina famiglia e parentado. Oppure la bimba colpita da una malformazione nel seno materno, che non avrebbe dovuto essere condotta alla nascita; i genitori la accolgono così com’è e la sua problematica presenza provoca un movimento di carità e di gioia che la accompagna fino all’età matura. La novità umana del cristianesimo accade nella condivisione di una responsabilità e di un compito che ti potrebbero schiacciare, o nella collaborazione di un lavoro che viene partecipato in un’intesa non solo professionale, o più semplicemente nel gustarsi una vacanza in compagnia. E’ la presenza di un amore più grande, una linfa che attraversa le circostanze del vivere e le imbeve di un nuovo senso e di una nuova germinazione. Lo troviamo in persone ‘normali’, in famiglie semplici, nel modo di educare i figli, nel procedere dell’impegno professionale, nello svolgimento dei servizi più vari nel contesto del lavoro o nella comunità cristiana, tra sventure che incombono e provvidenze che accompagnano. Poiché lo troviamo in persone che ci vivono intorno, veniamo provocati a sperimentarlo di persona, per riconoscere e accogliere quel Gesù venuto tra noi perché abbiamo la gioia, e l’abbiamo in abbondanza.
Sabato 29 novembre 2025, + San Francesco Antonio Fasani, sacerdote dei frati minori conventuali, Lucera, Foggia, 6 agosto 1681 – 29 novembre 1742
Vangelo secondo Luca 21,34-36
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra.
Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».
UNA SPERANZA CHE FA VIVERE
E’ bella la vita di chi attende, di chi ha speranza di un bene certo, come l’andare incontro a Colui che ci viene incontro. Occorre veramente attendere Lui, più che le nostre provvisorie e superficiali prospettive che non soddisfano il cuore ma appesantiscono la vita. La nostra è una speranza personale ma non solitaria, ed è straordinario condividerla con tante persone nel mondo e con chi ci sta vicino e cammina con noi. Una speranza da comunicare e irraggiare…
Venerdì 28 novembre 2025, San Giacomo della Marca, sacerdote dei frati minori, Monteprandone, Ascoli Piceno, 1394 – Napoli, 28 novembre 1476
Vangelo secondo Luca 21,29-33
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola:
«Osservate la pianta di fico e tutti gli alberi: quando già germogliano, capite voi stessi, guardandoli, che ormai l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino.
In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno».
I GERMOGLI
I Vangeli delle ultime settimane quasi ci terrorizzano. Ma ecco spuntare l’aurora del regno di Dio, i germogli di un mondo rinnovato. Lasciamo perdere quella tv e quei social che oltre a raccontarci la guerra ci ossessionano ripetendo notizie di delitti presenti e di quelli passati. Scopriamo i germogli della vita: i bimbi che nascono, le persone che vivono con dedizione e gioia, tutti coloro che compiono un frammento di bene nel lavoro e nella società, e perfino quelli che ti salutano per strada….
Giovedì 27 novembre 2025, + San Virgilio di Salisburgo, vescovo Irlanda, inizio VIII secolo – Salisburgo, 27 novembre 784 + Beata Vergine della Medaglia Miracolosa
Vangelo secondo Luca 21,20-28
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Quando vedrete Gerusalemme circondata da eserciti, allora sappiate che la sua devastazione è vicina. Allora coloro che si trovano nella Giudea fuggano verso i monti, coloro che sono dentro la città se ne allontanino, e quelli che stanno in campagna non tornino in città; quelli infatti saranno giorni di vendetta, affinché tutto ciò che è stato scritto si compia. In quei giorni guai alle donne che sono incinte e a quelle che allattano, perché vi sarà grande calamità nel paese e ira contro questo popolo. Cadranno a fil di spada e saranno condotti prigionieri in tutte le nazioni; Gerusalemme sarà calpestata dai pagani finché i tempi dei pagani non siano compiuti.
Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria. Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina».
LA CATASTROFE E LA LIBERAZIONE
Distruzione della città e uccisione delle persone; sconvolgimento del cielo e della terra. Tutto sembra finito, e invece: “La vostra liberazione è vicina”. Nel mondo oppresso da tragedie di popoli e persone, verso dove andiamo? Nella storia è entrato Dio personalmente: Gesù, che ha camminato per le nostre strade, è il Re dell’universo. Il suo arrivo finale volge al positivo ogni cosa e ogni persona. E’ la sua presenza che permane dentro la storia, a salvarci di giorno in giorno.
Mercoledì 26 novembre 2025, + San Leonardo da Porto Maurizio, sacerdote, Porto Maurizio, Imperia, 1676 – Roma, 26 novembre 1751; + Beato Giacomo Alberione, sacerdote e fondatore, Fossano, Cuneo, 4 aprile 1884 – Roma, 26 novembre 1971
Vangelo secondo Luca 21,12-19
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza.
Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere.
Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto.
Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita».
PERSEGUITATI E SALVATI
Anche ai nostri giorni i cristiani vengono pesantemente perseguitati nel mondo, imprigionati e uccisi. L’odio verso i cristiani è una forma dell’odio verso Dio, per la pretesa di essere padroni del mondo e della propria vita. A volte il tradimento e l’irrisione vengono da persone vicine, fin troppo attente e rilevare i limiti nostri e della Chiesa, e non disposte a riconoscere l’opera di Dio in noi e nella Chiesa intera. La perseveranza, strettamente uniti alla Chiesa, ci salva.
AVVENTO – PREGHIERA DEI FEDELI – 30 novembre 2025 – Prima Domenica di AVVENTO, Anno A
Introduzione del celebrante
E’ tempo di ricominciare. Ricominciare a sperare, a vivere, a domandare. Attendiamo che il Signore ci venga incontro e si sveli alla nostra vita. Attendiamo e domandiamo.
- Signore Gesù, risveglia il nostro desiderio e l’attesa della tua venuta nella vita nostra e nella vita del mondo, per incontrarti come Salvatore,
Preghiamo: ASCOLTACI O SIGNORE
- Signore Gesù, donaci di guardare a coloro che spendono la vita nella preghiera e nell’attesa di te: i monaci e le monache di clausura e i consacrati. Sostieni le nostre guide nella Chiesa con la luce della sapienza e la potenza della grazia,
Preghiamo: ASCOLTACI O SIGNORE
- Signore Gesù ti affidiamo tutti coloro che attendono la pace e il riscatto da fame, guerra, freddo e malattie e ogni disgrazia prodotta da poteri malefici. Ti affidiamo gli esuli, i reclusi, i malati, le persone sole,
Preghiamo: ASCOLTACI O SIGNORE
- Signore Gesù, guarda la nostra comunità e le nostre famiglie, perché ci sostengano con la preghiera e i sacramenti, con il dono dell’amicizia e della sapienza cristiana. Sostienici nel buon uso del tempo, senza perderci in cose vane,
Preghiamo: ASCOLTACI O SIGNORE
Conclusione del celebrante
In questa ripresa del cammino cristiano, presentiamo a te o Padre, le preghiere della tua Chiesa, uniti a Cristo che vive e regna nei secoli dei secoli
UN’ATTESA FIDUCIOSA
Da quale parte rivolgere la nostra attesa? Da quale parte ci viene incontro la speranza del vivere? Ci disperdiamo in mille attese e mille desideri. Concentriamo lo sguardo e la vibrazione del cuore verso colui che vuole incontrarci e stare con noi, il Salvatore della vita. Domandiamoci il perché dei nostri desideri, delle nostre nostalgie, delle nostre domande. L’Avvento rinnova la fiducia e lo sguardo: “Alzatevi e levate il capo, perché la vostra liberazione è vicina”.
Martedì 25 novembre 2025, + Santa Caterina D’Alessandria, martire, Alessandria d’Egitto, III-IV sec.
Vangelo secondo Luca 21,5-11
In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta».
Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine».
Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo.
L’ULTIMO TEMPO
Nell’ultima settimana dell’anno liturgico, si prolunga lo sguardo sugli ultimi tempi, caratterizzati dalle false promesse di una nuova venuta del messia, e da una serie imponente di sommovimenti. In realtà tutta la storia è segnata da queste caratteristiche. Sicuramente, ciascuno di noi sta vivendo la sua vita come “l’ultimo tempo” che gli viene consegnato. Rendiamoci conto della provvisorietà di ogni avvenimento, e miriamo a riconoscere Colui che è venuto a salvarci e che ci salverà.
Dove nasce speranza UNA TRILOGIA DI CONCILI ALLE SORGENTI DELLA FEDE
Nicea, Costantinopoli, Efeso nella gloria dei santi e nell’unità dei cristiani
Chi lo direbbe? Le città nelle quali si sono svolti i primi tre Concili della Chiesa si trovano tutte nella odierna Turchia, al tempo in cui veniva chiamata ‘Anatolia’ o ‘Asia Minore’, distinta in varie zone geografiche. Il calendario della Chiesa cattolica riporta alla memoria i santi che sono legati a ciascuno di questi concili. Atanasio, diacono e poi vescovo, è il grande difensore della divinità del Figlio di Dio, prima, durante e dopo il Concilio di Nicea del 325
e subisce in diversi tempi l’esilio a causa del prevalere della corrente ariana; la liturgia ne fa memoria il 2 maggio, giorno della sua morte. Gregorio di Nissa e Gregorio Nazianzeno partecipano al Concilio di Costantinopoli del 381;
insieme con Basilio Magno danno un grande contributo alla comprensione della Trinità, definendo la divinità dello Spirito Santo, terza persona con il Padre e il Figlio. Gregorio Nazianzeno e Basilio vengono ricordati il 2 gennaio, Gregorio di Nissa il 10 gennaio. Il 10 ottobre facciamo memoria di Leone Magno, il papa che tiene testa ad Attila e ai barbari invasori dell’Italia, e che invia una lettera al vescovo di Costantinopoli per affermare le due nature di Gesù Cristo, divina e umana. Il vescovo Cirillo, ricordato dalla liturgia il 27 giugno, è il protagonista del Concilio di Efeso nel 431,
che afferma l’unione delle due nature di Gesù nella persona del Verbo; di conseguenza, Maria viene riconosciuta come madre di Dio, avendo generato nella carne umana il Figlio di Dio.
Grandi santi e dottori della Chiesa sostengono e accompagnano la fede che la Chiesa professa fin dalle origini accogliendo e vivendo quello che Gesù di Nazareth ha vissuto e viene poi raccontato nei Vangeli e celebrato nella liturgia del battesimo e dell’eucaristia. Nello scorrere del tempo, all’interno del popolo cristiano, tra vescovi, teologi, fedeli, emergono domande, contrasti, accuse reciproche. Sorgono ‘scuole teologiche’ con spiegazioni contrastanti. Con la domanda: Cosa crediamo quando proclamiamo un solo Dio in tre persone? Chi e che cosa in Dio è ‘uno’? Chi e che cosa in Dio è ‘tre’? Prima di Nicea lo si spiega anche in modi ridotti e sbagliati: esiste un Dio supremo – il Padre - e uno inferiore - il Figlio; i tre nomi – Padre e Figlio e Spirito Santo - sarebbero solo nomi diversi con i quali l’unico Dio si presenta al mondo… Cosa crediamo quando diciamo che Gesù è Dio e uomo? E’ forse diviso in se stesso? Che cosa in Lui è divino? Che cosa in Lui è umano? Come il divino e l’umano in Lui stanno insieme? La sua figura umana è forse un’apparenza, una finzione? Chi ci salva? Dio, o un suo intermediario?
I vescovi si convocano a concilio, con l’intervento del papa di Roma o di suoi inviati. Trovano risposte, e scoprono la meraviglia del mistero cristiano che svela la profondità della vita divina e dell’esistenza umana del Figlio di Dio e ci chiama a partecipare a questa stessa vita attraverso i sacramenti della Chiesa. I tre primi concili rappresentano la base unitaria della fede di tutti i cristiani nel mondo. Quando nei secoli successivi i credenti in Cristo si separano, rimangono uniti nel miracolo della fede dichiarata e professata a Nicea, Costantinopoli, Efeso. Ancor oggi, vescovi e fedeli di tutte le confessioni cristiane si ritrovano a pregare insieme lodando la Trinità e confessando Cristo Figlio di Dio e Salvatore del mondo, a Roma ‘capitale’ del mondo e ad Aquileia ‘capitale’ dell’Occidente.