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Vangelo secondo Luca 6,12-19

In quei giorni, Gesù se ne andò sul monte a pregare e passò tutta la notte pregando Dio. Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede anche il nome di apostoli: Simone, al quale diede anche il nome di Pietro; Andrea, suo fratello; Giacomo, Giovanni, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso; Giacomo, figlio di Alfeo; Simone, detto Zelota; Giuda, figlio di Giacomo; e Giuda Iscariota, che divenne il traditore.
Disceso con loro, si fermò in un luogo pianeggiante. C’era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidòne, che erano venuti per ascoltarlo ed essere guariti dalle loro malattie; anche quelli che erano tormentati da spiriti impuri venivano guariti. Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una forza che guariva tutti.

PRIMI AMICI DI GESU’

Suscita sempre una grata commozione incontrare i primi chiamati da Gesù, suoi amici e primi tstimoni nel mondo. Simone doveva avere un grande desiderio ed entusiamo, per essere chiamato ‘zelota’, forse per un ideale di liberazione politica. Giuda Taddeo nell’ultima cena domanda a Gesù: “Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi e non al mondo?”  Gesù risponde: “Se uno mi ama, il Padre lo amerà e noi verremo a lui e faremo dimora presso di lui”. Vale anche per noi oggi.

PREGHIERA DEI FEDELI: SANTI e DEFUNTI

Domenica 1 novembre 2026 - Solennità di TUTTI I SANTI

GIORNATA DELLA SANTIFICAZIONE UNIVERSALE

Introduzione del celebrante
Il Signore Dio chiama i suoi figli e figlie a una vita santa, e ci invita a guardare i tanti nostri fratelli e sorelle che hanno raggiunto la gloria del cielo. Affidiamoci alla loro intercessione.

  1. Signore Dio Padre, ti ringraziamo perché ci chiami a una vita di gioia e di pace in questa terra, e di piena felicità in paradiso. Donaci di contemplare e imitare i santi e le sante che ti hanno amato e servito in questo mondo, Preghiamo:

IN COMUNIONE CON TUTTI I SANTI ASCOLTACI O SIGNORE

  1. Signore Gesù nostro Salvatore, ti affidiamo il cammino di santità della tua Chiesa, con la guida di papa Francesco, il (nostro nuovo) vescovo (Michele) e con tante persone testimoni delle beatitudini, Preghiamo:

IN COMUNIONE CON TUTTI I SANTI ASCOLTACI O SIGNORE

  1. Signore Gesù nostro Salvatore, ti affidiamo le nostre famiglie e comunità, per camminare nella via della santità, sostenendoci insieme nella fede, speranza, carità, Preghiamo:

IN COMUNIONE CON TUTTI I SANTI ASCOLTACI O SIGNORE

  1. Spirito Santo, ispira il tuo amore e la tua sapienza ai governanti e a tutti i potenti della terra, per edificare un mondo di pace, di verità, giustizia, fraternità in tutti i popoli della terra, Preghiamo:

IN COMUNIONE CON TUTTI I SANTI ASCOLTACI O SIGNORE

  1. Santissima Trinità, Padre e Figlio e Spirito Santo, gloria eterna dei santi, vi affidiamo tutti i defunti, particolarmente i morti in guerra come soldati o vittime civili. Rinnova la solidarietà verso le popolazioni e le persone ferite dalla violenza e dalla fame, Preghiamo:

IN COMUNIONE CON TUTTI I SANTI ASCOLTACI O SIGNORE

Conclusione del celebrante
Signore Dio, Padre e Figlio e Spirito Santo, accogli la preghiera del tuo popolo per tutti i popoli della terra. Donaci di camminare sulla via della santità. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Am

VITA DI SANTITA’

Quale tipo di vita desideriamo vivere sulla terra, e quali modelli ci teniamo davanti agli occhi e al cuore? Tante persone sulla terra, seguendo Gesù e il suo Vangelo, hanno edificato un pezzo di umanità nuova in famiglia e nella società e ne portiamo grata memoria. Li contempliamo nella gloria del paradiso, per seguire le loro vie e per domandare il loro sostegno nella vita di fede e di carità. Apriamo occhi e cuore ai santi nostri vicini, coloro che cercano e amano Dio e soccorrono tanti umani bisogni.

 

Lunedì 2 novembre 2026 - Commemorazione di Tutti i Fedeli Defunti

Introduzione del celebrante
Insieme con la Chiesa che vive nel tempo oggi preghiamo in comunione con tutti i fratelli che hanno lasciato questo mondo: ricordiamo con affetto tutti i nostri cari e li affidiamo all’amore misericordioso del Signore.

  1. Signore Dio a te appartengono i tempi del vivere e del morire.

Ti ringraziamo per il dono della vita nostra e di tante persone; accompagnaci nel cammino terreno fino incontrare il tuo abbraccio in Paradiso,

Preghiamo: ASCOLTACI O SIGNORE

  1. Signore nostro Dio, affidiamo a te tutti coloro che hanno lasciato questo mondo: i nostri familiari e amici, le persone che ci hanno accompagnato a vivere e a credere; donaci la speranza di ritrovarci nella comunione dei Santi in Paradiso,

Preghiamo: ASCOLTACI O SIGNORE

  1. Signore nostro Dio, accogli nel tuo regno di pace le persone uccise in guerra, soldati e civili, le vittime della persecuzione e della fame, della violenza e dell’odio. Dona a tutti la speranza nella vita eterna,

Preghiamo: ASCOLTACI O SIGNORE

  1. Signore nostro Dio, consola il dolore di chi piange la perdita di una persona cara. Donaci una morte santa, accompagnata dalla carità dei fratelli e dai conforti della fede,

Preghiamo: ASCOLTACI, SIGNORE

Conclusione del celebrante
Signore Dio nostro, con la nostra preghiera affidiamo al tuo amore di Padre tutti i tuoi figli e figlie, nostri fratelli e sorelle che hanno lasciato questo mondo. Tu che vivi e regni.

VERSO LA META

Questa giornata ci richiama al senso ultimo e vero della vita e alla speranza della vita eterna per i nostri cari e per noi. Non andiamo verso il vuoto, ma verso il Dio della vita che ci attende in paradiso. Viviamo la comunione dei santi, accompagnando coloro che sono morti verso il Paradiso con la preghiera di ‘suffragio’, la celebrazione della messa, l’indulgenza plenaria, e le opere di carità. Oggi domandiamo una grazia: che nessuno muoia solo, e che ogni persona sia accompagnata dai ‘conforti della fede’ con la preghiera e i sacramenti.

 

Martedì 27 ottobre 2026

+ Sant' Evaristo, papa e martire, Betlemme, primo secolo dopo Cristo - Roma, anno 105

Vangelo secondo Luca 13,18-21

In quel tempo, diceva Gesù: «A che cosa è simile il regno di Dio, e a che cosa lo posso paragonare? È simile a un granello di senape, che un uomo prese e gettò nel suo giardino; crebbe, divenne un albero e gli uccelli del cielo vennero a fare il nido fra i suoi rami».
E disse ancora: «A che cosa posso paragonare il regno di Dio? È simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata».

IL GRANELLO E IL LIEVITO

Il Vangelo prende respiro con due bellissime e semplicissime parabole che si fanno guardare e meditare. Il granello di senape, insignificante agli occhi eppure pieno di futuro e di accoglienza. Il lievito nella farina, che la sollleva perché diventi pane fragrante. Senape e lievito hanno una loro potenzialità innata. Un uomo e una donna al lavoro sanno come gettare il seme e come maneggiare la farina. Così è il regno di Dio: cresce per la sua potenza, e ha bisogno solo di essere riconosciuto e maneggiato.

Vangelo secondo Luca 13,10-17

In quel tempo, Gesù stava insegnando in una sinagoga in giorno di sabato. C’era là una donna che uno spirito teneva inferma da diciotto anni; era curva e non riusciva in alcun modo a stare diritta.
Gesù la vide, la chiamò a sé e le disse: «Donna, sei liberata dalla tua malattia». Impose le mani su di lei e subito quella si raddrizzò e glorificava Dio.
Ma il capo della sinagoga, sdegnato perché Gesù aveva operato quella guarigione di sabato, prese la parola e disse alla folla: «Ci sono sei giorni in cui si deve lavorare; in quelli dunque venite a farvi guarire e non in giorno di sabato».
Il Signore gli replicò: «Ipocriti, non è forse vero che, di sabato, ciascuno di voi slega il suo bue o l’asino dalla mangiatoia, per condurlo ad abbeverarsi? E questa figlia di Abramo, che Satana ha tenuto prigioniera per ben diciotto anni, non doveva essere liberata da questo legame nel giorno di sabato?».
Quando egli diceva queste cose, tutti i suoi avversari si vergognavano, mentre la folla intera esultava per tutte le meraviglie da lui compiute.

FARE IL BENE

Una donna, di sabato, una gurarigione. Gesù stesso prende l’iniziativa, sovvertendo le regole e attuando il comandamento dell’amore con la potenza di Figlio di Dio. La donna si raddrizza e glorifica Dio. Un avvenimento che sorprende tutti, mentre Gesù propone un paragone spiazzante, prendendo di petto gli oppositori: voi provvedete agli animali e non soccorrette questa ‘figlia di Abramo’. Apriamo il cuore per lasciare entrare Gesù, accogliendo la sua potenza che ci rende liberi di fare il bene.

Vangelo secondo Matteo 22,34-40

In quel tempo, i farisei, avendo udito che Gesù aveva chiuso la bocca ai sadducèi, si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova: «Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?».
Gli rispose: «“Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».

AL CUORE DEL VANGELO

Gesù ci conduce al cuore del Vangelo, al livello della sua stessa vita, dominata da un immenso amore al Padre e da una dedizione totale al prossimo: amore di Dio e amore del prossimo. Due comandamenti che si intrecciano nel nostro cuore e germogliano insieme. Da qui rinasce quel mondo nuovo che desideriamo. Partiamo dalla fonte: questa Eucaristia, il Vangelo, la vita di comunità, la compagnia dei santi e di tante persone che vivono secondo il Vangelo. Un cammino di continua ripresa.

Introduzione del celebrante
Gesù ci conduce al cuore del vivere cristiano: i due comandamenti dell’amore. Domandiamo la grazia dello Spirito Santo per viverli e di testimoniarli.

  1. Signore Gesù, nella tua vita vediamo splendere i comandamenti dell’amore di Dio e dell’amore del prossimo. Donaci la grazia dello Spirito Santo per imparare ogni giorno a viverli, con l’esempio di tanti santi e sante e di tanti cristiani attorno a noi,

Preghiamo: ASCOLTACI O SIGNORE

  1. Signore Gesù, ti affidiamo Papa Leone e la sua missione nel mondo; (donaci di accogliere con fede e gioia il nostro vescovo Michele) accompagna i nostri pastori e tutti i cristiani a manifestare al mondo il tuo amore con l’annuncio del Vangelo e le opere di carità e misericordia,

Preghiamo: ASCOLTACI O SIGNORE

  1. Signore Gesù, abbiamo bisogno della tua presenza per vivere pace e fraternità nel mondo e nelle nostre città. Concedici di superare ogni violenza. Ti presentiamo i nostri giovani perché possano incontrare educatori di verità, giustizia, fraternità,

Preghiamo: ASCOLTACI O SIGNORE

  1. Signore Gesù, donaci di vivere i due comandamenti dell’amore in famiglia, nel lavoro, nella scuola, nella società, nella nostra comunità educata con il Vangelo e con l’Eucaristia,

Preghiamo: ASCOLTACI O SIGNORE

Conclusione del celebrante
A te, Dio nostro Padre, affidiamo la nostra preghiera, perché la grazia del comandamenti che il Figlio Gesù ci ha donato brilli nella nostra vita con la forza del tuo Santo Spirito. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.

AL CUORE DEL VANGELO

Gesù ci conduce al cuore del Vangelo, al livello della sua stessa vita, dominata da un immenso amore al Padre e da una dedizione totale al prossimo: amore di Dio e amore del prossimo. Due comandamenti che si intrecciano nel nostro cuore e germogliano insieme come dono da coltivare. Da qui rinasce quel mondo nuovo che tanto desideriamo. Partiamo dalla fonte: questa Eucaristia, il Vangelo, la vita di comunità, avendo in mente i santi e tante persone che vediamo vivere secondo il Vangelo. La confessione ci aiuta a rivedere il nostro atteggiamento per ricevere il perdono che sempre ci rilancia.

 

 

 

PREGHIERA DEI FEDELI

25 ottobre 2026 XXX Domenica, Tempo ordinario, anno A

Anniversario della Dedicazione della propria Chiesa

 

Introduzione del sacerdote
La chiesa nella quale siamo convocati è un dono di Dio, accolto dai nostri padri e custodito con amore fino ad oggi. Ringraziamo il Signore perché possiamo pregare insieme, accogliendo il Signore come Maestro che ci dona il cibo della Parola e dell’Eucaristia.

 

  1. Ti ringraziamo Signore per questo tempio nel quale ci raduni e per la Chiesa diffusa nel mondo. Donaci di accogliere la tua presenza che ci rende partecipi della tua Parola e del tuo Pane per riconoscerci come fratelli e sorelle nella fede,

Preghiamo: ASCOLTACI O SIGNORE

 

  1. Signore Gesù, ti affidiamo Papa Leone e la sua missione nel mondo; (donaci di accogliere con fede e gioia il nostro vescovo Michele) accompagna i nostri pastori e tutti i cristiani a manifestare al mondo il tuo amore con l’annuncio del Vangelo e le opere di carità e misericordia,

Preghiamo: ASCOLTACI O SIGNORE

 

  1. Signore Gesù, abbiamo bisogno della tua presenza per vivere pace e fraternità nel mondo e nelle nostre città. Concedici di superare ogni violenza. Ti presentiamo i nostri giovani perché possano incontrare educatori di verità, giustizia, fraternità,

Preghiamo: ASCOLTACI O SIGNORE

 

  1. Signore Gesù, rinnova in noi e in tutti i fedeli cristiani il desiderio celebrare insieme l’Eucaristia nel tuo tempio santo, centro e sorgente della nostra vita, della nostra unità, della nostra missione nel mondo,

Preghiamo: ASCOLTACI O SIGNORE

 

Conclusione del celebrante
In questo luogo santo ascolta o Signore la nostra preghiera per poi poterti riconoscere nella casa della nostra famiglia e in tutti luoghi in cui viviamo. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.

 

LA CASA DI DIO, NOSTRA CASA

Fermiamoci a considerare la nostra chiesa, costruita da noi o consegnataci dai nostri padri. La Chiesa in paese, in quartiere, è segno e strumento di unità per i cristiani e tante altre persone. Non chiudiamoci nel nostro individualismo, nell’egoismo e nell’orgoglio. Non restiamo chiusi nelle nostre case, non disperdiamoci in mille ambienti dimenticando la nostra casa, la casa del Signore, luogo del battesimo nostro e dei nostri figli, scuola di perdono, dove siamo fatti partecipi del sacrificio del Corpo e Sangue di Cristo.

 

 

Introduzione del celebrante
Celebrando l’Eucaristia in questa 100.a GIORNATA MISSIONARIA MONDIALE apriamo il nostro cuore alle dimensioni del mondo, perché ogni uomo e ogni donna sulla terra possa essere toccato dall’amore di Dio rivelato e donato in Gesù.

Ripetiamo: SALVACI O SIGNORE

  1. Rispondendo all’appello di papa Leone, domandiamo di essere “Uno in Cristo, uniti nella missione, proseguendo con gioia e zelo nello Spirito Santo il cammino missionario, nella disponibilità a collaborare con generosità e fiducia,”

Preghiamo: SALVACI O SIGNORE

  1. Affidiamo papa Leone nella sua missione verso tutti, il nostro (nuovo) vescovo (Michele), i nostri pastori e coloro che dedicano la vita alla missione del Vangelo nel mondo, sacerdoti, consacrati, laici.

Preghiamo: SALVACI O SIGNORE

  1. Per tutte le persone che soffrono a causa della guerra, prive di cibo e di libertà, senza pace e senza speranza. Domandiamo al Signore che ogni potere umano operi per il bene e la libertà dei popoli e delle persone.

Preghiamo: SALVACI O SIGNORE

  1. Domandiamo per noi e per tutti un cuore riconciliato e accogliente, per essere una sola cosa nelle nostre comunità, in famiglia, nel mondo, nel rispetto dell’unico Padre che è nei cieli,

Preghiamo: SALVACI O SIGNORE

Conclusione del celebrante
“Padre santo, donaci di essere uno in Cristo, radicati nel suo amore che unisce e rinnova. Fa’ che tutti i membri della Chiesa siano uniti nella missione, docili allo Spirito Santo, coraggiosi nel testimoniare il Vangelo, annunciando e incarnando ogni giorno il tuo amore fedele per ogni creatura. (Messaggio di Papa Leone per la Giornata Missionaria 2026)

MISSIONE NEL MONDO

C’è un conflitto di potere tra Dio e i potenti della terra? Ogni potere umano ha lo scopo di promuovere opere di giustizia e pace, di educazione e sostegno, di rispetto e aiuto fraterno. Non dovrà contraddire ‘quello che è di Dio’ e la sua volontà che tutti i suoi figli e le figlie vivano in unità e pace. Grande opera in favore di ogni uomo e donna è l’annuncio del Vangelo, con le opere di bene che ne derivano. Come dice papa Leone nel suo messaggio, ciascuno è chiamato a camminare nell’unità e nella pace con i fratelli. Con il nostro contributo in questa Eucaristia, sosteniamo l’opera di chi dedica la vita alla missione cristiana.

Lo sguardo ampio e acuto del grande filosofo e teologo si china sui gesti della celebrazione liturgica spiegandoli come potrebbe fare un parroco saggio al suo popolo. Questo libro di Romano Guardini riproduce un ciclo tematico di undici omelie dedicate alla Messa, effettivamente pronunciate nella loro sostanza nell’anno 1919 dall’allora assistente spirituale del movimento giovanile Quikborn. Avvertiamo alcuni germogli dell’esposizione più analitica e approfondita della tematica liturgica che avverrà in testi successivi, come Lo spirito della liturgia-I santi segni, fino a costituire  uno dei filoni più notevoli della sua opera letteraria. Guardini prende per mano il cristiano che va a Messa e gli spiega i singoli riti, a partire dall’incedere verso l’altare, il momento di silenzio e la domanda di perdono. Procede passo passo spiegando l’accento trinitario e invocativo del Kyrie, l’esplosione di gioia in Dio del Gloria, l’Orazione ora chiamata colletta, l’Epistola e il Vangelo, l’Offertorio, il Prefazio, la Consacrazione, il Padre Nostro, l’Agnus Dei, la Santa Comunione. Oltre a questi testi che riguardano gli atti della celebrazione liturgica, propone anche una serie di ‘prediche mistagogiche’ introduttive alla celebrazione liturgica. Questi testi che risalgono a ben prima del Concilio Vaticano II e della conseguente riforma liturgica fanno emergere la liturgia come struttura fondamentale della preghiera della Chiesa, in un tempo in cui prevalevano le devozioni e la preghiera privata. Guardini lamenta che i riti liturgici abbiano ridotto all’osso la grande espressività dei riti antichi; occorre quindi ‘spiegarne’ con parole il senso non più immediatamente palese; in un linguaggio colloquiale egli usa con frequenza vivaci paragoni ripresi dall’esperienza quotidiana. Guardini invoca un utilizzo più ampio e organico dei testi biblici, come di fatto poi è avvenuto, cosicchè alcune sue intuizioni e suggerimenti sono all’origine dell’impostazione e dei cambiamenti introdotti dalla riforma liturgica successiva, prima, durante e dopo il Concilio Vaticano II. Il suo pensiero entra nel mistero e lo espone con chiarezza, aprendo la strada ai i cristiani per vivere la liturgia come espressione dell’opera di salvezza del Signore Dio.

Romano Guardini, La Santa Messa, Omelie sulla celebrazione eucaristica, Morcelliana 2026, pp 164 € 16,00

Vangelo secondo Luca 13,1-9

In quel tempo, si presentarono alcuni a riferire a Gesù il fatto di quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Gesù disse loro: «Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subìto tale sorte? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. O quelle diciotto persone, sulle quali crollò la torre di Sìloe e le uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo».
Diceva anche questa parabola: «Un tale aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: “Ecco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su quest’albero, ma non ne trovo. Tàglialo dunque! Perché deve sfruttare il terreno?”. Ma quello gli rispose: “Padrone, lascialo ancora quest’anno, finché gli avrò zappato attorno e avrò messo il concime. Vedremo se porterà frutti per l’avvenire; se no, lo taglierai”».

SE NON VI CONVERTITE

Due fatti clamorosi invadono la cronaca e trovano eco nelle parole di Gesù. I farisei ne ricavano una conseguenza: quelli sono periti perchè colpevoli; noi siamo salvi perchè giusti. Qualcosa di simile potremmo pensare nei riguardi di noi stessi o di altri. Gesù procede deciso: salvezza e condanna sono in mano nostra e dipendono dalla nostra conversione. Non solo la conversione morale, ma il cambiamento di atteggiamento nei confronti di Gesù. Dio attende con pazienza come per il fico infruttuoso. Fino a quando?