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Vangelo secondo Matteo 1,18-23

Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto.
Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele», che significa Dio con noi.
Parola del Signore.

PRINCIPIO DI SALVEZZA

Questa ricorrenza ci riporta alle radici, in quella profondità eterna dove Dio prende iniziativa per noi, per la nostra esistenza e la nostra salvezza. Dio crea l’universo e fa nascere una piccola creatura che i cristiani chiamano ‘Maria Bambina’, a indicare che tutto quello che Maria è, avviene per grazia di Dio. Un dono accolto, amato, fruttificato da Maria, che ci porta alle sorgenti del nostro battesimo, quando Dio rende figli anche noi dopo la dispersione del peccato che ci era stato trasmesso.

Vangelo secondo Luca 6,6-11

Un sabato Gesù entrò nella sinagoga e si mise a insegnare. C’era là un uomo che aveva la mano destra paralizzata. Gli scribi e i farisei lo osservavano per vedere se lo guariva in giorno di sabato, per trovare di che accusarlo.
Ma Gesù conosceva i loro pensieri e disse all’uomo che aveva la mano paralizzata: «Àlzati e mettiti qui in mezzo!». Si alzò e si mise in mezzo.
Poi Gesù disse loro: «Domando a voi: in giorno di sabato, è lecito fare del bene o fare del male, salvare una vita o sopprimerla?». E guardandoli tutti intorno, disse all’uomo: «Tendi la tua mano!». Egli lo fece e la sua mano fu guarita.
Ma essi, fuori di sé dalla collera, si misero a discutere tra loro su quello che avrebbero potuto fare a Gesù.

FARE IL BENE

Diventa un’ossessione. Gesù non fa un passo che non sia guardato, giudicato, contestato da scribi e farisei. Questo provoca a chiarezza e determinazione Lui, venuto per fare la volontà del Padre, cioè il bene degli uomini. Gesù va deciso, e guarisce la mano malata. La sleatà degli interlocutoori si svela: invece di farsi sorprendere e convincere, discutono su come fare del male a Gesù. Occhi e cuore chiusi alla realta! Domandiamo per noi e per tutti occhi chiari e cuore aperto.

Vangelo secondo Matteo 18,15-20

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano.
In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo.
In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».

UNA VITA NUOVA NEL MONDO

Come si rende presente la novità cristiana nel mondo? Non basta la pur preziosa testimonianza personale. E’ piuttosto l’unità dei due-tre riuniti nel suo nome; è l’accoglienza fraterna, il perdono, la carità reciproca. Delicata e preziosa è la correzione fraterna insieme con il riferimento alla alla comunità e all’autorità della Chiesa. Nelle difficoltà e nelle differenze con fratelli e sorelle non possiamo sempre sbrigarcela da soli pretendendo che tutta la ragione sia dalla parte nostra. Siamo responsabili gli uni degli altri, con umiltà e sobrietà.

VOLTI E STORIE nei percorsi delle MOSTRE

Il giornale apre ogni mattina con notizie sul Meeting di Rimini in prima pagina, e di seguito due paginone e altro ancora. Il desiderio si spalanca a riconoscere un grande evento, come un fiume che trabocca non per distruggere ma per irrigare e far germogliare piante di vita. Lo noto all’ultimo giro nell’enorme spazio della libreria, dove già due volte mi sono caricato di libri. Trovo il catalogo della mostra di Harmel, l’imprenditore francese dell’800 che trattava gli operai come persone, coinvolgendoli nell’azienda e liberandoli dal lavoro come schiavitù; mai sentito nominare, per il solito motivo che, mentre ‘gli altri’ sbandierano le loro imprese piccole o grandi, noi cristiani lasciamo perdere fatti e persone che rinnovano il mondo. Amico di Papa Leone XIII, quest’uomo collabora per la stesura dell’enciclica Rerum Novarum e gira la Francia per farla conoscere e applicare. Non trovo più i libri di Madeleine Delbrel, esauriti da due giorni dopo la scoperta della sua mostra; la ’conoscevo’ da qualche mese: poetessa, scrittrice, assistente sociale, convertita a vent’anni, va a vivere con due amiche nella periferia operaia di Parigi, dove il comunismo spegne ogni espressione religiosa e fomenta quella rovinosa lotta di classe che è il contrario dell’iniziativa dell’imprenditore Harmel. Grande attrattiva attorno a suor Clare Crockett, nella mostra ‘O todo o nada!’.

Ha ragione la responsabile delle mostre del Meeting: queste rappresentano una vera ‘università popolare’, frequentatissima, come rivelano le lunghe file di ‘prenotati’' e ‘non prenotati’. Si spalanca il mondo, anzi, l’universo raccontato nelle conferenze; nella mostra Wonder Bound entriamo in profondità sorprendendo le stelle in formazione e lo spettacolo misurato in milioni di anni luce. Scopriamo storia e geografia del Libano, con la bellezza, il dramma degli invasori e la speranza degli abitanti; anche questa, una storia mai raccontata e ora svelata. Per chi conosce Sant’Agostino e chi non lo conosce, la sua vita e il suo pensiero si dipanano nella monumentale mostra “Tardi ti ho amato, bellezza tanto antica e tanto nuova”. Papa Leone è stato accompagnato a visitarla: cosa avrà detto, lui che si è acceso di entusiasmo di fronte alla clamorosa accoglienza del Meeting? Ecco la scoperta dell’Ecce Homo, piccolissimo quadro di Antonello da Messina, presentato nell’originale. Percorriamo il travagliato percorso di Kierkegaard, fatto di amore, silenzio, gioia. In giro per i padiglioni ci sono le missioni gesuitiche in Paraguay, le visioni del cuore d’Italia ferito dal terremoto e altro... Harry Potter e il Signore degli anelli, l’Ulisse drammatizzato per bambini e ragazzi, e altre storie e immagini. Riprende le pubblicazioni la rivista teologica Communio, che fa capo a grandi teologi del ‘900. Dialoghiamo tra amici negli stand della Compagnia delle Opere e imprese sociali. Ascoltiamo Dante letto e spiegato dagli studenti insieme con Franco Nembrini. Si svela il mondo della comunicazione: Vatican News con spazi aperti al mondo, il mensile Tempi acuto nei giudizi e aperto nelle testimonianze, il Timone con la sua audacia, Tracce totalmente rinnovato. I convegni si sovrappongono l’uno all’altro e riempiono le sale; partecipiamo ad alcuni, accogliendo l’esperienza del perdono e dell’amore; altri li incontreremo via social. Migliaia di facce, amici di casa e antichi frequentatori, bambini in carrozzina o a giocare nel Villaggio Ragazzi, fino al Padiglione dello Sport. Il Meeting dell’amicizia percorre le giornate e intreccia legami: una settimana che invade lo spazio della vita. In attesa del prossimo Meeting che riprende parole qui pronunciate da Papa Leone: Pionieri coraggiosi per custodire l’umano”.

 

Vangelo secondo Luca 6,1-5

Un sabato Gesù passava fra campi di grano e i suoi discepoli coglievano e mangiavano le spighe, sfregandole con le mani.
Alcuni farisei dissero: «Perché fate in giorno di sabato quello che non è lecito?».
Gesù rispose loro: «Non avete letto quello che fece Davide, quando lui e i suoi compagni ebbero fame? Come entrò nella casa di Dio, prese i pani dell’offerta, ne mangiò e ne diede ai suoi compagni, sebbene non sia lecito mangiarli se non ai soli sacerdoti?».
E diceva loro: «Il Figlio dell’uomo è signore del sabato».

SIGNORE DEL SABATO

Questo episodio da nulla esprime lo stile di Gesù. Nel suo cammino la piccola compagnia che segue il maestro percorre un campo di grano; la fame induce a mangiare le spighe: gesto normalmente permesso, che scandalizza i farisei perché compiuto di sabato. Per Gesù, vince l’uomo con il suo bisogno e non la regola scritta; con un balzo clamoroso, egli rivendichi la sua origine divina: è lui il Signore del sabato! La sua carità si allarga nel tempo, come nella vita di Madre Teresa.

 

Vangelo secondo Luca 5,33-39

In quel tempo, i farisei e i loro scribi dissero a Gesù: «I discepoli di Giovanni digiunano spesso e fanno preghiere; così pure i discepoli dei farisei; i tuoi invece mangiano e bevono!».
Gesù rispose loro: «Potete forse far digiunare gli invitati a nozze quando lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto: allora in quei giorni digiuneranno».
Diceva loro anche una parabola: «Nessuno strappa un pezzo da un vestito nuovo per metterlo su un vestito vecchio; altrimenti il nuovo lo strappa e al vecchio non si adatta il pezzo preso dal nuovo. E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi; altrimenti il vino nuovo spaccherà gli otri, si spanderà e gli otri andranno perduti. Il vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi. Nessuno poi che beve il vino vecchio desidera il nuovo, perché dice: “Il vecchio è gradevole!”».

IL DIGIUNO E LA FESTA

La domanda degli scribi e dei farisei ci arriva sempre di sorpresa. Com’è possibile pensare al digiuno stando alla presenza di Gesù, sentendolo parlare, guardando come vive, prega, incontra, guarisce e compie altri miracoli? La sua presenza è una festa per ogni persona che lo incontra e per tutti coloro che insieme godono della sua presenza. Verranno i giorni in cui ‘lo sposo sarà tolto”, verrà il Venerdì santo suo e nostro, e allora sarà un digiuno di speranza in attesa della risurrezione.

Vangelo secondo Luca 5,1-11

In quel tempo, mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca.
Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare.
Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore». Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini».
E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.

GETTARE LE RETI

Questo Vangelo è uno spettacolo. Sulla riva del lago, una barca diventa il pulpito dal quale Gesù parla alla folla. Poi Gesù ordina a Simone di gettare le reti: di giorno e dopo che la pesca di notte è andata vuota… Eppure, “sulla tua parola” Pietro getta le reti che si riempiono di pesci. Di fronte a tale  grandezza, Pietro cade in ginocchio e si professa peccatore. Il miracolo della pesca, come quello della vita, della conversione, della pace, appartiene al Signore. Gettiamo le reti!

Vangelo secondo Luca 4,38-44

In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagòga, entrò nella casa di Simone. La suocera di Simone era in preda a una grande febbre e lo pregarono per lei. Si chinò su di lei, comandò alla febbre e la febbre la lasciò. E subito si alzò in piedi e li serviva.
Al calar del sole, tutti quelli che avevano infermi affetti da varie malattie li condussero a lui. Ed egli, imponendo su ciascuno le mani, li guariva. Da molti uscivano anche demòni, gridando: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli li minacciava e non li lasciava parlare, perché sapevano che era lui il Cristo.
Sul far del giorno uscì e si recò in un luogo deserto. Ma le folle lo cercavano, lo raggiunsero e tentarono di trattenerlo perché non se ne andasse via. Egli però disse loro: «È necessario che io annunci la buona notizia del regno di Dio anche alle altre città; per questo sono stato mandato».
E andava predicando nelle sinagòghe della Giudea.

IN MISSIONE

Oggi il Vangelo ci conduce a seguire Gesù nei vari momenti della giornata. Gesù, dopo la preghiera e la lettura nella sinagoga, entra in casa di Simon-Pietro, che diventa la sua casa. Guarisce la suocera malata e si ferma a pranzo. Al calar del sole, quando termina la giornata festiva del sabato che impone il riposo, Gesù viene ‘assalito’ dalle folle. Il giorno dopo cerca un luogo deserto, e con decisione si stacca dalla gente di Cafarnao per andare oltre. La missione continua.

 

 

6 settembre 2026 - Domenica XXIII, Tempo Ordinario, Anno A

Introduzione del celebrante

Il Signore ci riunisce in questa Eucaristia come fratelli e sorelle nella comunità della Chiesa. Lo invochiamo con fiducia.

  1. Signore Gesù, fa di tutti noi un cuor solo e un’anima; donaci pazienza, accoglienza e carità per essere segno della tua presenza misericordiosa,

Preghiamo: ASCOLTACI O SIGNORE

  1. Signore Gesù, sostieni i pastori della Chiesa, rendili attenti e vigilanti insieme con Papa Leone; (concedi alla Chiesa di Chioggia un vescovo secondo il tuo cuore); accompagna la vocazione e il ministero di sacerdoti, diaconi, religiosi e religiose.

Preghiamo: ASCOLTACI O SIGNORE

  1. Signore Gesù, libera il nostro mondo dalla guerra, converti la mente e il cuore dei potenti. Di fronte alle grandi calamità della terra, risveglia in tutti il senso di collaborazione e di aiuto reciproco,

Preghiamo: ASCOLTACI O SIGNORE

  1. Signore Gesù, alla ripresa della scuola ti affidiamo ragazzi e giovani. Rinnova l’impegno e la dedizione di educatori e insegnanti, con la partecipazione attiva e serena dei genitori,

Preghiamo: ASCOLTACI O SIGNORE

Conclusione del celebrante

Padre santo, accogli la preghiera concorde della tua famiglia e donaci di vivere nell’unità e nella pace. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. AMEN

UNA VITA NUOVA NEL MONDO

Come si rende presente la novità cristiana nel mondo? Non basta la pur preziosa testimonianza personale. E’ piuttosto l’unità dei due-tre riuniti nel suo nome; è l’accoglienza fraterna, il perdono, la carità reciproca. Delicata e preziosa è la correzione fraterna insieme con il riferimento alla autorità e alla comunità della Chiesa. Nelle difficoltà e nelle differenze con fratelli e sorelle non possiamo sempre sbrigarcela da soli pretendendo che tutta la ragione sia dalla parte nostra. Siamo responsabili gli uni degli altri, con umiltà e sobrietà.