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Martedì 18 luglio 2023; San Bruno di Segni, vescovo, Solero, Alessandria, 1049 – Segni, Roma, 18 luglio 1123

Vangelo secondo Matteo 11,20-24

In quel tempo, Gesù si mise a rimproverare le città nelle quali era avvenuta la maggior parte dei suoi prodigi, perché non si erano convertite:
«Guai a te, Corazìn! Guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidòne fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a voi, già da tempo esse, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite. Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, Tiro e Sidòne saranno trattate meno duramente di voi.
E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai! Perché, se a Sòdoma fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a te, oggi essa esisterebbe ancora! Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, la terra di Sòdoma sarà trattata meno duramente di te!».

LA FEDE; SALVEZZA O PERDIZIONE

Gesù non fa i miracoli solo per il bene di chi soffre. Lo scopo è un altro: che la gente si converta, cioè lo riconosca come Figlio di Dio e Salvatore. La salvezza totale della persona viene dalla fede in Lui. Per questo, le città e le persone che, avendolo incontrato e avendo goduto dei suoi prodigi, non lo riconoscono, vanno perdute. Il punto centrale della vita è sempre Cristo. Riconoscerlo è salvezza. Rinnegarlo è perdizione.