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Vangelo secondo Matteo 8,5-11

In quel tempo, entrato Gesù in Cafàrnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava e diceva: «Signore, il mio servo è in casa, a letto, paralizzato e soffre terribilmente». Gli disse: «Verrò e lo guarirò».
Ma il centurione rispose: «Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di’ soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. Pur essendo anch’io un subalterno, ho dei soldati sotto di me e dico a uno: “Va’!”, ed egli va; e a un altro: “Vieni!”, ed egli viene; e al mio servo: “Fa’ questo!”, ed egli lo fa».
Ascoltandolo, Gesù si meravigliò e disse a quelli che lo seguivano: «In verità io vi dico, in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande! Ora io vi dico che molti verranno dall’oriente e dall’occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli».

IN DISTANZA

La fede del centurione ci sorprende ancora. Un uomo abituato a comandare e a vedere i suoi ordini eseguiti anche in distanza, attribuisce a Gesù la sua stessa dinamica del comando: anche Gesù potrà comandare alla malattia del servo. Gesù interviene anche oggi ‘in distanza’, perché la sua lontananza fisica viene eliminata dalla potenza della sua Parola e della sua Grazia che agisce oggi nei discepoli: una ‘mediazione’ che non lo allontana ma lo fa riconoscere presente oggi.

Vangelo secondo Luca 21,25-28.34-36

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte.
Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria.
Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina.
State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere, e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».

AVVENTO: UN’ATTESA BELLA

L’inizio dell’Avvento apre a un’attesa bella. Siamo circondati da notizie di distruzioni e di cattiverie, con il pericolo che la delusione e la disperazione prendano il sopravvento. Veniamo assediati dalla pubblicità di un Natale senza Gesù. L’Avvento ci ridesta: alzatevi e levate il capo, perché la vostra liberazione è vicina. Attendiamo Colui che ci viene incontro. Manteniamo questa speranza certa, guardiamoci attorno per accorgerci di essere accompagnati da una comunità, una Chiesa, un Papa. Senza stordirci nelle dissipazioni, ubriachezze, affanni della vita.

Vangelo secondo Matteo 4,18-22

In quel tempo, mentre camminava lungo il mare di Galilea, Gesù vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono.
Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedèo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.

I PRIMI

E’ bello ripartire dai primi che hanno incontrato Gesù, come Andrea. La chiamata di Gesù è semplice e audace, la risposta dei quattro pescatori è immediata e totale. Da qui riparte la storia che ha preso dentro la nostra vita. Anche noi vogliamo ‘seguire’ Gesù, entrare nella fila di coloro che lo seguono e lo amano, e diventano suoi testimoni. Da qui inizia un mondo nuovo, segnalato dalle tappe dell’anno liturgico che oggi termina e domani rispunta nuovo.

Vangelo secondo Luca 21,29-33

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola:
«Osservate la pianta di fico e tutti gli alberi: quando già germogliano, capite voi stessi, guardandoli, che ormai l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino.
In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno».

UN GERMOGLIO

Dove vediamo fiorire un germoglio di vita accanto a noi? Una speranza, una promessa? Un fiore tra i sassi, una zolla d’erba in un terreno arido. Un bimbo in una casa, un gesto di bontà che non ti aspettavi, l’annuncio di una cosa nuova e vera, la sorpresa di un saluto, la gioia di un complimento, la pazienza che qualcuno ha verso di te e la misericordia che ti abbraccia… Uno spunto di vita da riconoscere e dal quale la tua giornata riparte. Come questo Vangelo.

Vangelo secondo Luca (Lc 21,20-28)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Quando vedrete Gerusalemme circondata da eserciti, allora sappiate che la sua devastazione è vicina. Allora coloro che si trovano nella Giudea fuggano verso i monti, coloro che sono dentro la città se ne allontanino, e quelli che stanno in campagna non tornino in città; quelli infatti saranno giorni di vendetta, affinché tutto ciò che è stato scritto si compia. In quei giorni guai alle donne che sono incinte e a quelle che allattano, perché vi sarà grande calamità nel paese e ira contro questo popolo. Cadranno a fil di spada e saranno condotti prigionieri in tutte le nazioni; Gerusalemme sarà calpestata dai pagani finché i tempi dei pagani non siano compiuti.
Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria. Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina».

L’ATTESA DI UN MONDO NUOVO

Un gran disastro di occupazioni e di guerre, poi lo sconvolgimento del sole, della luna, delle stelle e di tutte le potenze del cielo: l’esplosione della fine. Tutto questo comincia già ad accadere prima della fine. Ne stiamo facendo esperienza – noi di lontano, mentre altri popoli vengono travolti. Conclusione? La vostra liberazione è vicina! Ci aspettavamo il peggio, e invece la venuta del Signore inaugura un tempo nuovo e un mondo nuovo. Lo attendiamo.

Vangelo secondo Luca 21,12-19

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza.
Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere.
Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto.
Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita».

ODIO E APPARTENENZA

Siamo di Gesù e non del ‘mondo’, e questo il ‘mondo’ non lo può sopportare. Quindi elimina i cristiani. In modo violento come Lenin, Stalin, Mao, Hitler e tutta la compagnia dei dittatori moderni che fanno seguito a quelli antichi. Oppure in modo più sottile, emarginando o dileggiando o dimenticando la loro presenza nei posti chiave del potere e nei luoghi pubblici, oltre che nei rapporti personali. Chi appartiene a Gesù con il corpo e l’anima, non va perduto ma si salva.

Vangelo secondo Giovanni 18,33-37

In quel tempo, Pilato disse a Gesù: «Sei tu il re dei Giudei?». Gesù rispose: «Dici questo da te, oppure altri ti hanno parlato di me?». Pilato disse: «Sono forse io Giudeo? La tua gente e i capi dei sacerdoti ti hanno consegnato a me. Che cosa hai fatto?».
Rispose Gesù: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù».
Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce».

GESU’ RE DELLA VITA

Gesù e Pilato, due ‘poteri’. La potenza dell’impero e la potenza della Croce. Gesù non si impone con la forza, ma ci affascina con il sacrificio della sua vita, gesto di amore per noi. Lo guardiamo, a Lui ci affidiamo, scegliendolo come Re e Signore: la sua persona, le sue parole, le sue azioni. Ritroviamo oggi la Sua Presenza che ci accompagna nella Chiesa: un luogo vivo di persone che Lo cercano, Lo amano, Lo seguono. E’ il suo Regno sulla terra, che si manifesta e si dona al mondo.

Don Giussani, Alle radici di una storia

In questi ultimi tempi - dalla celebrazione del centenario della nascita di don Giussani nel 2022, fino allo scorso maggio con l’inizio del procedimento in diocesi di Milano per la sua beatificazione - si rimane sempre indietro nella registrazione delle pubblicazioni su don Luigi Giussani. Il suo pensiero e la sua opera pastorale ed educativa vengono riprese, approfondite, rilanciate, allargando l’orizzonte anche per chi credeva già di averne una conoscenza adeguata.

Una di queste pubblicazioni si riferisce all’anno del centenario, e vuole essere un omaggio della Rizzoli, accreditata come la casa editrice prevalente dei suoi scritti. Scrive la nota dell’Editore: “In questo volume antologico sono raccolte le pagine formidabili di molti dei suoi scritti pubblicati con Rizzoli, in una selezione che restituisce le tappe principali del suo pensiero”. Si intende quindi fornire ‘una sorta di breviario indispensabile’ di ‘un nostro importante autore’ presentato come ‘il più grande educatore del Novecento’. Le tappe di questo percorso sono segnate dall’indice del libro:

Il cammino umano verso la verità – Lo stupore di un incontro – Ragione, fede, sentimento – Il cuore del problema Chiesa – Riconoscere Cristo – La libertà alla radice dell’opera – Educare alla libertà – Far muovere il ghiaccio – Appendice: “Adesso taci” Ascoltare la vita vera attraverso l’esperienza della malattia. Segue una nota storica sulla vita e sulle pubblicazioni di don Giussani.

Crediamo che la consultazione e la lettura di queste pagine possano rappresentare una scoperta e una sorpresa specialmente per tutti coloro che di Giussani hanno sentito solo il nome e ne hanno percepito l’eco di lontano.

Don Giussani, Alle radici di una storia, Rizzoli 2022, pp 320 € 15,00

 

SULLE TRACCE DEL MISTERO DELLA CHIESA

Si è concluso lo scorso 6 maggio il cammino di quest’anno della Rete teologica “Santi Angeli” dedicato al ‘Mistero’. Dopo aver indagato e dopo essersi confrontati sulla nozione di mistero nella religione e nella cultura, il lavoro si è sviluppato attorno al Mistero di Gesù, per arrivare, alla fine del percorso, al Mistero della Chiesa. Questo ci ha fatto subito riandare alla Costituzione dogmatica del Concilio Vaticano II Lumen gentium, che apre a una nuova prospettiva nella considerazione della Chiesa, in forza di una rinnovata autocoscienza della Chiesa, frutto della “riscoperta” dei Padri della Chiesa e della fioritura teologica del Novecento. Lo si intravvede già dall’indice degli otto capitoli: Il mistero della Chiesa, Il popolo di Dio, La costituzione gerarchica della Chiesa e in particolare dell’episcopato, I laici, Universale vocazione alla santità nella Chiesa, I religiosi, Indole escatologica della Chiesa peregrinante e sua unione con la Chiesa celeste, La beata Vergine Maria Madre di Dio nel mistero di Cristo e della Chiesa.

La profondità ‘misterica’ della Chiesa rappresenta l’ultima tappa della rivelazione del Mistero in cui l’iniziativa del Dio invisibile, reso visibile ed efficace in Gesù, si realizza nella storia, in una palese analogia Cristo-Chiesa. Il documento conciliare ripropone l’immagine della Chiesa nella totalità della sua essenza e delle sue componenti: risultato di un cammino che ha attraversato varie tappe di comprensione e di realizzazione nella storia della Chiesa. Illuminanti alcuni passaggi. In pieno Medioevo la nozione di Corpus Mysticum, dapprima applicata all’Eucaristia, giunge a identificare la Chiesa nel suo complesso. Nella crisi provocata dalla riforma protestantica, il Concilio di Trento rielabora la visione della Chiesa rilanciando la sua funzionalità attraverso le parrocchie, i seminari, il catechismo ‘ad parochos’. Il Concilio Vaticano I afferma la infallibilità del Papa, ma non procede oltre, a causa degli avvenimenti storici che lo interrompono. Il filo viene ripreso dal Concilio Vaticano II, dove viene superata l’impostazione piramidale che concentrava la Chiesa nella gerarchia e si apre lo sguardo sull’orizzonte dell’intero popolo di Dio.

Come d’uso nel lavoro della Rete teologica, per approfondire alcuni degli aspetti emersi si è fatto ricorso anche ad altri testi. Due scrittori dei primi secoli, Clemente di Alessandria e Sant’Ambrogio, - ripresi dalla raccolta di scritti di Padri della Chiesa curata da Hugo Rahner “Mater Ecclesia” - cantano la maternità della Chiesa e celebrano il popolo di Dio: la “novità” della Lumen gentium si ritrova già confermata dai Padri! Il dialogo ha svolto poi alcuni approfondimenti. La nozione di Mistero implica una progressività, come conoscenza sempre più chiarita e come realizzazione più adeguata, fino all’eternità di Dio. Maria, Madre del Signore, si rivela come immagine pienamente compiuta della Chiesa. Inoltre, nel Concilio Vaticano II avviene il passaggio da una concezione individualista e rituale della fede ad una concezione comunitaria, per cui la fede di ciascuno si intreccia con la fede di tutti gli altri. Il Battesimo definisce l’identità e la missione del cristiano: per i laici e in particolare per le donne si aprono nuove prospettive. Tante problematiche e tanti sviluppi di grande respiro, che ciascuno potrà riprendere personalmente nei mesi a venire.

Gli incontri della Rete teologica riprenderanno nel prossimo ottobre, sempre nella forma del dialogo e del coinvolgimento di chi vi partecipa. Ci si va orientando di mettere a tema la scoperta di un singolo autore, che potrebbe essere il teologo italo-tedesco Romano Guardini, a partire dal ‘piccolo’ libro L’essenza del Cristianesimo e da altre sue opere ‘brevi’ su Gesù, la Chiesa, Maria, la preghiera, la liturgia e altri aspetti della vita cristiana.

Gianni Colombo