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Mercoledì e giovedì 1 e 2 agosto, Indulgenza Plenaria del Perdon d’Assisi visitando la Chiesa parrocchiale, pregando il Padre nostro e il Credo e confessandosi.

Mercoledì 1 agosto 2018

Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, 1696 – 1787Vangelo secondo Matteo 13,44-46

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:
«Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo.
Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra».

LA PERLA PREZIOSA

Alfonso, giovane e brillante avvocato di Napoli, a 27 anni lascia la professione e dopo quattro anni diventa sacerdote. Ha trovato la pietra preziosa, il tesoro che fruttifica per lui e per tante persone. Viene eletto vescovo di Sant’Agata dei Goti nel 1762. Le sue caratteristiche: la carità verso poveri e terremotati, la preghiera che si esprime in modo particolare con alcune formule e alcuni canti ancora ripetuti dal popolo cristiano, la misericordia che lo qualifica come maestro di morale e ascesi.

Vangelo secondo Matteo 9,9-13

In quel tempo Gesù, Gesù vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì. Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Come mai il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?».Udito questo, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: Misericordia io voglio e non sacrifici. Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori».

UN GRANDE TESORO

Ecco un esempio di risposta immediata e intera. Matteo viene trascinato dallo sguardo e dalla parola di Gesù, il quale entra di botto nella vita sua e dei suoi amici. Come una grossa pietra gettata nello stagno, Gesù provoca sommovimento tutto intorno. Egli imposta in un nuovo modo il rapporto con le persone, senza porre condizioni previe e senza riserve. Guardandolo e seguendolo, la vita cambia, come quella di chi si imbatte in un grande tesoro. Vale anche per i piccoli, come Maria Goretti.

Vangelo secondo Matteo, 9,1-18

In quel tempo, giunto salito su una barca, Gesù passò all'altra riva e giunse nella sua città. Ed ecco, gli portavano un paralitico disteso su un letto. Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: «Coraggio, figlio, ti sono perdonati i peccati». Allora alcuni scribi dissero fra sé: «Costui bestemmia». Ma Gesù, conoscendo i loro pensieri, disse: «Perché pensate cose malvagie nel vostro cuore? Che cosa infatti è più facile: dire «Ti sono perdonati i peccati», oppure dire «Àlzati e cammina»? Ma, perché sappiate che il Figlio dell'uomo ha il potere sulla terra di perdonare i peccati: Àlzati - disse allora al paralitico -, prendi il tuo letto e va' a casa tua». Ed egli si alzò e andò a casa sua. Le folle, vedendo questo, furono prese da timore e resero gloria a Dio che aveva dato un tale potere agli uomini.

UN MIRACOLO INTERO

Non ci basta mai il bene che Dio compie per noi. Avremmo sempre qualche riserva da muovergli e qualche suggerimento da dargli. Questa volta, l'obiezione dei farisei offre a Gesù l'occasione di portare a compimento la sua opera, salvando interamente il paralitico, che si carica sulle spalle il lettuccio e torna a casa sua. Di quale miracolo abbiamo bisogno per tornare a camminare, e riprendere con energia e pace il lavoro della vita ?

Vangelo secondo Matteo 7,6.12-14

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi. Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti.
Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che vi entrano. Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano!».
IL CAMMINO DI GESU’

Gesù non cammina facile, ma va dritto allo scopo e vi trascina pure noi. La sua consegna è preziosa più di una perla di grande valore; per questo non va buttata né avvilita, ma bramata e ricercata, anche quando dobbiamo passare attraverso la porta stretta per raggiungerla. Gesù è un uomo dall’ideale grande, anzi divino, il quale attraversa tutte le condizioni della vita e le supera, fino a condurre alla pienezza di gioia del Paradiso.

Vangelo secondo Marco 10,17-27

In quel tempo, mentre Gesù andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: “Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre”».
Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!». Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni.
Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!». I discepoli erano sconcertati dalle sue parole; ma Gesù riprese e disse loro: «Figli, quanto è difficile entrare nel regno di Dio! È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». Essi, ancora più stupiti, dicevano tra loro: «E chi può essere salvato?». Ma Gesù, guardandoli in faccia, disse: «Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio».

BASTANO I COMANDAMENTI?

Si incontrano persone che si dichiarano oneste e affermano di osservare tutti i comandamenti. Corrisponde a verità? Gesù accoglie la dichiarazione dell’uomo, ma è consapevole che l’adempimento di una buona regola morale non basta all’uomo. Gesù gli propone una sequela concreta alla sua persona. Stando dietro a Gesù ci si accorge di quello che manca alla nostra morale, e si trova risposta alla esigenza di felicità del cuore. Quell’uomo non accetta di seguire Gesù e se ne va triste. Quanto gli assomigliamo?

Rosario e Parola di Dio in Cattedrale: una bella strada.                                                    Stasera in Cattedrale ore 20,45.

Vangelo secondo Giovanni 15,12-17

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici.
Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi.
Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».

LA CORRENTE DELL’AMORE

Ci ha scelti perché lo amassimo e ci amassimo. Ci consegna la misura di questo amore: come ama Lui, donando la vita per gli amici. Il comandamento dell’amore sgorga come il fiume dalla sorgente che è Dio stesso, il Padre; attraverso il Figlio e i suoi amici la campagna della vita viene irrigata e si riempie di frutti. Le nostre riduzioni e i nostri tradimenti dell’amore vengono corretti e ripuliti, risanati e redenti dentro la corrente dell’amore donato da Gesù.

Stasera ore 20,45 Il Rosario parte dal Piazzale della Tombola e si avvia verso calle Padovani. Insieme si prega e si prega meglio!

Vangelo secondo Giovanni 14,6-14

In quel tempo, disse Gesù a Tommaso: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».
Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta».
Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse.
In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre. E qualunque cosa chiederete nel mio nome, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò».

LA VIA A DIO

Chi è vicino a Gesù, come gli Apostoli, può guardarlo, ascoltarlo e rivolgere a lui domande straordinarie. L’apostolo Filippo domanda: “Mostraci il Padre e ci basta”. Talmente Gesù parlava del Padre e si mostrava in comunione con Lui! La risposta di Gesù è ancora più stupefacente e diventa la sintesi dell’intera rivelazione di Dio: in Gesù, Dio Padre, che è invisibile al mondo, mostra il suo volto, la sua opera, il suo amore. Una via tracciata per tutti: si arriva a Dio passando per Gesù.

Vangelo secondo Giovanni 14,7-14

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».
Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta».
Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse.
In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre. E qualunque cosa chiederete nel mio nome, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò.

L’IMMAGINE DEL PADRE

Nella sua vita umana, Gesù svela il mistero di Dio e lo mostra visibile. Gesù  non è solo il messaggero di Dio, ma la sua vera immagine. In Gesù scopriamo Dio Padre, che genera il Figlio nell’eternità  e lo manda nel  mondo in una reale figura di uomo perché renda visibile e operante il suo volto, il suo cuore, il suo amore. In Gesù  incontriamo Dio: Egli è il Figlio di Dio Padre, ne esprime l’immagine e ne compie le opere.

 

Vangelo secondo Giovanni 13,16-20

[Dopo che ebbe lavato i piedi ai discepoli, Gesù] disse loro:
«In verità, in verità io vi dico: un servo non è più grande del suo padrone, né un inviato è più grande di chi lo ha mandato. Sapendo queste cose, siete beati se le mettete in pratica.
Non parlo di tutti voi; io conosco quelli che ho scelto; ma deve compiersi la Scrittura: “Colui che mangia il mio pane ha alzato contro di me il suo calcagno”. Ve lo dico fin d’ora, prima che accada, perché, quando sarà avvenuto, crediate che Io sono.
In verità, in verità io vi dico: chi accoglie colui che io manderò, accoglie me; chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato».

UNA VITA DI PASQUA

Il Vangelo riporta all’ultima sera della vita di Gesù, al gesto della lavanda dei piedi e alle parole che l’hanno accompagnato. Gesù risorto ci apre la strada a fare altrettanto; sarà la nostra beatitudine, la gioia del Vangelo, la letizia della carità e del servizio, come ripete Papa Francesco. Gesù risorto vive con noi e ci ridesta ad ogni mattino, per realizzare una famiglia di figli e fratelli. La sua azione e la sua presenza pervade la vita dei discepoli e si allarga nel mondo.

 

Vangelo secondo Giovanni 10,22-30

Ricorreva, in quei giorni, a Gerusalemme la festa della Dedicazione. Era inverno. Gesù camminava nel tempio, nel portico di Salomone. Allora i Giudei gli si fecero attorno e gli dicevano: «Fino a quando ci terrai nell’incertezza? Se tu sei il Cristo, dillo a noi apertamente».
Gesù rispose loro: «Ve l’ho detto, e non credete; le opere che io compio nel nome del Padre mio, queste danno testimonianza di me. Ma voi non credete perché non fate parte delle mie pecore. Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano. Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola».

COME RICONOSCERLO

Come riconoscere Cristo? Si può averlo davanti agli occhi, udire le sue parole e vedere le opere che Egli compie, e ancora non riconoscerlo. Perché? Fin quanto permane una lontananza del cuore, o un’estraneità della mente, Gesù diventa incomprensibile, pur avendo la sua parola annunciata nella Chiesa, e le sue opere di vita, carità, speranza. Riconoscere Cristo è come accogliere un’amicizia, come ospitare un amore. Solo un ‘cedimento’ del cuore permette