In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto.
Chi di voi, al figlio che gli chiede un pane, darà una pietra? E se gli chiede un pesce, gli darà una serpe? Se voi, dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele chiedono!
Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti».
CHIEDETE E VI SARA’ DATO…
Che cosa chiedere? Gesù ha appena insegnato la preghiera del Padre nostro. Che cosa chiedere? A quale porta bussare affinché si apra? Gesù fa il paragone del figlio che chiede al padre il pane e il pesce: la nostra è la preghiera dei figli al Padre. Gesù propone un altro paragone: fate agli altri quello che volete facciano a voi. C’è un binario da percorrere: chiedere come figli e fratelli. Sul percorso di questo binario arriva la risposta alle nostre richieste.
In quel tempo, mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire:
«Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell’uomo lo sarà per questa generazione.
Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di questa generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone.
Nel giorno del giudizio, gli abitanti di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona».
RICONOSCERE LA SUA PRESENZA
Attratti dai bagliori e dai clamori di personaggi e successi passeggeri, non puntiamo occhi e cuore a riconoscere Colui che ci fa vivere e ci apre la meraviglia di un mondo nuovo. Mettiamoci in cammino alla scoperta del Dio vero ‘apparso in forma umana’: lo scopriamo con la mente, lo percepiamo con il cuore, lo intravvediamo con l’esperienza della vita. Per quale strada? Il Vangelo, riscoperto nei sapienti e nei santi, e ripercorso nella vita delle persone semplici che credono e amano.
Siamo amici di Gesù, chiamati come Pietro, Giacomo e Giovanni a salire con lui sull’alto monte. Apriamo occhi e cuore per riconoscere Gesù e affidarci a Lui.
Preghiamo: SIGNORE DELLA GLORIA, ASCOLTACI
Signore Gesù, mostraci la bellezza del tuo volto. Attraverso le prove della vita, donaci di riconoscerti vicino e di affidarci interamente a te,
Preghiamo: SIGNORE DELLA GLORIA, ASCOLTACI
Signore Gesù, tu ci chiami amici per partecipare alla tua passione e alla tua gloria. Ti affidiamo papa Francesco, e con lui il nostro vescovo, i sacerdoti e tutti coloro che ci accompagnano nel nostro cammino quaresimale.
Preghiamo: SIGNORE DELLA GLORIA, ASCOLTACI
Signore Gesù, porta a compimento le speranze di pace nel nostro mondo; ti affidiamo tutti coloro che per lavoro o come volontari, sono vicini a chi soffre per la guerra, la lontananza da casa, le malattie, e tutte le difficoltà della vita,
Preghiamo: SIGNORE DELLA GLORIA, ASCOLTACI
SignOre Gesù, nelle nostre famiglie e nelle nostra comunità, in casa e al lavoro, concedici la grazia di fare la tua volontà, con cuore aperto e accogliente verso tutti, nel silenzio e nella preghiera,
Preghiamo: SIGNORE DELLA GLORIA, ASCOLTACI
Conclusione del celebrante
Padre, mostraci il tuo Figlio Gesù e donaci la grazia di ascoltarlo e di seguirlo. Tu che vivi e regni…
UN CAMMINO VERSO LA TRASFIGURAZIONE DELLA VITA
Dove ci porta la Quaresima? Salendo con Gesù, di settimana in settimana, il monte della Quaresima, arriviamo a scoprire il suo volto luminoso e glorioso. Con Gesù viviamo tutte le circostanze della vita, condividendo la sua Via Crucis consolati dalla Sua presenza, resa visibile nella compagnia della Chiesa nella Parola, nei Sacramenti, nell’amicizia cristiana. E’ il cammino di Abramo e di ogni cristiano: ‘soffri anche tu insieme con me per il Vangelo…’. Una strada buona, che produce frutto per noi e per tutti.
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate.
Voi dunque pregate così:
Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non abbandonarci alla tentazione,
ma liberaci dal male.
Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe».
LA PREGHIERA CHE EDUCA
Gesù ci educa alla preghiera, cioè a un rapporto vero con la vita. Il rapporto con Dio riconosciuto come Padre che ci chiama e ci abbraccia nel suo Regno. Il rapporto con noi stessi, nei bisogni materiali e spirituali, soprattutto per superare le tentazioni e vincere il male. Il rapporto con il prossimo, da accogliere con misericordia. Non possiamo ripetere la preghiera del Padre nostro, soli o in famigli o nella Messa senza desiderare di fare un passo verso la verità.
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra.
Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”.
Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”.
Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato”.
Anch’essi allora risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?”. Allora egli risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l’avete fatto a me”.
E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna».
LA DIFFERENZA CRISTIANA
Quante persone si dedicano al bene del prossimo, impiegando spazi di vita e la vita stessa? Tra queste, tanti uomini e donne di fede cristiana, giovani, famiglie, sacerdoti, religiose. Attraverso il Vangelo, costoro riconoscono la grazia di amare e servire Gesù nel povero e bisognoso. Questa grazia, accolta e vissuta, permette di superare ogni delusione per la mancanza di gratificazione, di corrispondenza e di risultati visibili. Gesù assicura: “Quello che avete fatto a un mio fratello, l’avete fatto a me”.
In quel tempo, Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano ed era guidato dallo Spirito nel deserto, per quaranta giorni, tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni, ma quando furono terminati, ebbe fame. Allora il diavolo gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ a questa pietra che diventi pane». Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo”».
Il diavolo lo condusse in alto, gli mostrò in un istante tutti i regni della terra e gli disse: «Ti darò tutto questo potere e la loro gloria, perché a me è stata data e io la do a chi voglio. Perciò, se ti prostrerai in adorazione dinanzi a me, tutto sarà tuo». Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”».
Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù di qui; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo affinché essi ti custodiscano”; e anche: “Essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «È stato detto: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”».
Dopo aver esaurito ogni tentazione, il diavolo si allontanò da lui fino al momento fissato.
QUARESIMA DELL’ANNO DEL GIUBILEO: STORIA DI UNITA’ E DI SPERANA
Quaresima del Giubileo della speranza: la storia iniziata da Dio con il suo antico popolo, prosegue nella nostra vita. Uniti a Gesù possiamo riconoscere il male con le sue diaboliche tentazioni, e superarlo con la sua grazia: Gesù vince satana perché è unito al Padre e pieno di fiducia in Lui. Domandiamo di rinnovare il senso di appartenenza a Cristo nella Chiesa, con la preghiera, la carità, la presenza missionaria negli ambienti di vita, partecipando con cuore aperto e accogliente al dramma di tanti fratelli e sorelle.
In quel tempo, Gesù vide un pubblicano di nome Levi, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi!». Ed egli, lasciando tutto, si alzò e lo seguì.
Poi Levi gli preparò un grande banchetto nella sua casa. C’era una folla numerosa di pubblicani e d’altra gente, che erano con loro a tavola. I farisei e i loro scribi mormoravano e dicevano ai suoi discepoli: «Come mai mangiate e bevete insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Gesù rispose loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori perché si convertano».
IL BANCHETTO DI LEVI-MATTEO
In piena quaresima, una conversione e un banchetto: Levi-Matteo lascia il suo ‘peccaminoso’ mestiere, segue Gesù e – visto che le sostanze accumulate glielo permettevano – prepara un ‘grande banchetto nella sua casa’ accogliendo una ‘folla numerosa’ di persone. Quest’uomo si sente proprio trasformato e lo proclama davanti a tutti. La conversione coincide con il banchetto, con la festa della vita, con un’esplosione di gioia. Chi ha detto che il cristianesimo – e quindi andare dietro a Gesù – sia una cosa triste??
In quel tempo, si avvicinarono a Gesù i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?».
E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno».
IL PIANTO E LA GIOIA
Il digiuno è sempre qualcosa di intrigante per chi lo pratica e anche per chi lo rifiuta. Perché digiunare? Il precetto della Chiesa non si misura sulla forza della legge, ma nasce dal rapporto con Cristo. Quando sei colpito da un dolore profondo come la morte di un amico - e di un Amico come Gesù - allora non hai proprio voglia di mangiare: basta anche solo uno sguardo al Crocifisso. Ma subito riconosci Cristo risorto, e allora la vita cambia.
La chiamava ‘mia Regina’: Adeodato, il figlio che Agostino aveva avuto prima della conversione, amava la nonna Monica fino alla venerazione, attratto dal suo affetto e sapienza, dalla sua fede e determinazione. Monica, fedele cristiana, seguiva con passione e dolore le vicende del figlio Agostino che emergeva per intelligenza e oratoria nella cittadina di Ippona, a Cartagine, a Roma, disperdendosi in compagnie goderecce, in filosofie insufficienti e in forme religiose equivoche. Finalmente, a Milano città imperiale, dove la fede e l’eloquente energia di Ambrogio guidava il popolo cristiano, Agostino incontra il cristianesimo e si fa battezzare. In un romanzo che racconta la ‘vita avventurosa di Agostino’ si intravvede il rapporto discreto ma profondo di Monica con la Chiesa e in particolare con il vescovo Ambrogio. In quei tempi le donne, mentre tessevano i vestiti della liturgia cristiana liberata da Costantino, andavano costruendo la chiesa domestica nelle case. La preghiera assidua, la vicinanza discreta, l’affetto incondizionato, il consiglio silenzioso accompagnavano figli e nipoti, sostenevano le celebrazioni e le tante forme di carità della comunità.
Quasi per l’intero corso di due millenni della storia d’Occidente, le donne non hanno goduto di una posizione significativa nella società, se non per il nome di qualche principessa o regina e di qualche rara artista e studiosa. In questo contesto, nella Chiesa alcune donne emergono attraverso varie direttrici: badesse di monastero, con competenza anche verso monasteri maschili; sante martiri dei primi secoli, venerate e celebrate, e sante mistiche, analfabete o studiose: nomi noti e dimenticati, Agnese e Lucia, Ildegarda e Caterina, Maria Goretti e Gianna Beretta Molla.
Pope Francis poses for a photo as he attends a meeting with African women, judges and prosecutors, on human trafficking and organized crime, at the Vatican, Thursday, Dec. 12, 2019. (AP Photo/Gregorio Borgia)
Tuttavia, la storia non procede solo per grandi nomi e imprese. Donne madri, spose, sorelle, amiche hanno amato, custodito, protetto, consigliato, soffrendo e godendo per mariti, figli, nipoti, bambini e anziani. Nel giro delle famiglie patriarcali, nel contesto del paese e del circondario, nel rapporto con monasteri e conventi, ecco donne ostetriche, donne che allattano i figli degli altri, donne consigliere, donne catechiste. Madri e sorelle ‘spirituali’ costituiscono il buon terreno per la fioritura di famiglie cristiane, per vocazioni al sacerdozio e alla consacrazione. Donne sante accanto a santi uomini, come Chiara e Francesco, Francesca de Chantal e Francesco di Sales; moglie e marito santi insieme come i genitori di Teresa di Lisieux e i coniugi Beltrame-Quattrocchi.
Oggi, quando il terreno della società sembra sfaldarsi e irrigidirsi nell’individualismo, e le comunità cristiane sembrano smarrirsi e disperdersi, le donne offrono cuore e cura, pazienza e vigilanza. Negli ultimi decenni esplode il fenomeno di donne che lavorano fuori casa e donne studiose, teologhe, responsabili di comunità. Al di là delle problematiche sui ministeri e sulle responsabilità istituzionali, oggi in modo più palese la Chiesa respira con due polmoni, ama con un intenso battito del cuore, ragiona con l’intelligenza di quanti la costituiscono, uomini e donne. La Chiesa consiste nelle persone, con le doti e i carismi di ciascuno, nell’armonia di una orchestra che naviga in una grande barca nel vasto mare. Ogni cristiano, ogni uomo o donna è pieno di gratitudine verso la donna dalla quale ha ricevuto la vita, verso tante donne che lo amano, lo accompagnano e lo custodiscono. Nella poesia e nella prosa della vita, nella bellezza e nella sofferenza, da bambini o da grandi, da sani o malati, è grazia di Dio che una donna ti sia accanto.
don Angelo Busetto
Gestisci Consenso Cookie
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale
Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici.L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.